Prima di discutere i miti e le realtà del cloud computing, esaminiamo che cos'è il cloud computing e quali sono i suoi vantaggi.
I servizi basati su cloud sono disponibili ormai da oltre un decennio. Inizialmente, ha acquisito grande rilevanza il Software as a Service (SaaS); a questo ha fatto seguito, quasi immediatamente, l'Infrastructure as a Service (IaaS). Successivamente si è affermato il più avanzato Platform as a Service (PaaS) e, attualmente, il Function as a Service — o modelli di hosting cloud "serverless". In tali contesti, le applicazioni consumano risorse in base alle richieste effettive, senza che l'utente abbia visibilità o informazioni dettagliate sull'infrastruttura sottostante.
La stragrande maggioranza delle aziende, grandi o piccole che siano, fa ormai uso di servizi cloud. Office 365, Salesforce e Trello sono solo alcuni esempi di servizi basati su cloud. Essi offrono applicazioni per la produttività ricche di funzionalità e dal costo relativamente contenuto. Inoltre, consentono ai clienti di concentrarsi sugli obiettivi strategici del proprio core business.
Quando clienti e potenziali utenti valutano il passaggio al cloud, la loro motivazione principale è solitamente il risparmio economico. È infatti possibile attivare o disattivare le risorse in base alle necessità del momento. Inoltre, è richiesto un minor numero di addetti per la gestione dell'hardware, poiché quest'ultimo risiede nel cloud; di conseguenza, non è più necessario preoccuparsi di eventuali guasti o malfunzionamenti dell'infrastruttura.
Che cos'è il Cloud Computing?
Il cloud computing consiste nell'erogazione di servizi informatici – che includono server, archiviazione dati, networking, intelligenza artificiale e analisi – tramite Internet. Questi servizi offrono maggiore flessibilità, risorse adattabili ed economie di scala. In genere, si paga solo per i servizi cloud effettivamente utilizzati; ciò contribuisce a ridurre i costi operativi e a gestire l'infrastruttura in modo più efficiente.
I principali vantaggi del Cloud Computing
Costi
Il cloud computing riduce l'investimento iniziale necessario per l'acquisto di hardware e software, nonché per l'allestimento e la gestione di data center locali (on-premise).
Velocità
I servizi di cloud computing sono self-service e disponibili su richiesta. Pertanto, anche grandi quantità di risorse informatiche possono essere configurate in pochi minuti. Pochi clic del mouse possono garantire alle aziende un elevato livello di flessibilità operativa.
Produttività
I data center locali richiedono attività quali l'installazione fisica dell'hardware (montaggio su rack), l'applicazione di patch software e altre mansioni di gestione IT. Il cloud computing consente di eliminare queste attività, permettendo ai team IT di dedicare il proprio tempo al raggiungimento di obiettivi aziendali più strategici e importanti.
Prestazioni
Molti servizi basati sul cloud operano su una rete globale di data center sicuri. Tali strutture vengono regolarmente aggiornate con le tecnologie informatiche più recenti, veloci ed efficienti. Ciò offre numerosi vantaggi rispetto a un singolo data center aziendale autonomo, tra cui la riduzione dei tempi di inattività del sistema per le applicazioni e maggiori economie di scala.
Affidabilità
Il cloud computing semplifica il backup dei dati, il ripristino in caso di guasti e la continuità operativa (Business Continuity). Inoltre, rende tali processi meno onerosi, poiché i dati possono essere replicati in diverse sedi geograficamente distanti all'interno dell'infrastruttura del provider cloud.
Sicurezza
I provider di servizi cloud mettono a disposizione un ampio insieme di procedure, tecnologie e normative volte a rafforzare il livello di sicurezza. Offrono inoltre strumenti e servizi per proteggere i dati, le applicazioni e l'infrastruttura da potenziali minacce.
Tipologie di Cloud Computing
Cloud pubblico
I cloud pubblici sono controllati e gestiti da fornitori di servizi terzi. Tali fornitori erogano risorse informatiche – come server e sistemi di archiviazione – tramite Internet. Un esempio di cloud pubblico è Microsoft Azure. È possibile accedere a questi servizi e gestirne le funzionalità utilizzando un semplice browser web.
Cloud privato
Un cloud privato è utilizzato esclusivamente da una specifica azienda o organizzazione. Un cloud privato può essere fisicamente collocato all'interno del data center locale (on-premise) dell'azienda stessa. In alternativa, alcune aziende si affidano a fornitori di servizi terzi per l'hosting del proprio cloud privato. Si tratta, dunque, di un ambiente in cui i servizi e l'infrastruttura sono gestiti e mantenuti su una rete privata dedicata. Cloud ibrido
Il cloud pubblico e quello privato, combinati insieme, costituiscono un cloud ibrido. Essi sono interconnessi da una tecnologia che consente la condivisione di dati e richieste tra le due componenti. Di conseguenza, ciò permette la migrazione di dati e applicazioni tra il cloud privato e quello pubblico. Pertanto, offre alle aziende una flessibilità eccezionale e contribuisce a migliorare i livelli di supporto, sicurezza e conformità normativa.
Cloud Computing: Miti e Realtà
Mito n. 1: Il Cloud Computing è sempre più economico
In qualsiasi attività aziendale, i costi dipendono dall'efficienza con cui vengono utilizzate le risorse. Questo principio vale anche per il cloud computing. Un servizio che deve rimanere attivo ininterrottamente potrebbe funzionare in modo più produttivo ed economicamente vantaggioso su un piccolo server dedicato. Al contrario, le applicazioni caratterizzate da esigenze e carichi di lavoro in continua evoluzione potrebbero risultare meno costose se migrate sul cloud; in questo caso, infatti, i costi possono essere modulati in base all'effettivo utilizzo.
Mito n. 2: Il Cloud Computing è sempre molto costoso
La realtà è che i server basati su cloud sono scalabili. Ciò significa che è possibile pagare esclusivamente per le applicazioni e i servizi effettivamente utilizzati dai dipendenti. Di conseguenza, il cloud computing può rivelarsi una soluzione decisamente meno onerosa. Tuttavia, esistono diverse strategie per ottimizzare il sistema di cloud computing, affinché risponda nel modo più efficace possibile sia alle esigenze operative che al budget dell'azienda.
Mito n. 3: Non è possibile controllare i dati nel cloud
Molti settori industriali temono di perdere il diritto di accesso ai propri dati e alle proprie applicazioni in assenza di infrastrutture fisiche in loco. In realtà, è vero esattamente il contrario. Grazie al cloud computing, infatti, le aziende possono accedere ai propri dati in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.
Mito n. 4: I dati nel cloud non sono sicuri
In termini di sicurezza, l'archiviazione dei dati nel cloud è altrettanto sicura — se non addirittura più sicura — rispetto all'archiviazione in locale (on-premises). Ciò è dovuto, in parte, al fatto che la gestione della sicurezza è affidata a un team specializzato messo a disposizione dal fornitore del servizio cloud. Di conseguenza, i dati salvati nel cloud risultano meno esposti a rischi di danni fisici.
Mito n. 5: Il Cloud Computing elimina la necessità di supporto IT
Il cloud non sostituisce il personale IT. Al contrario, consente al team IT di reindirizzare i propri sforzi verso altre attività strategiche, contribuendo così a massimizzare i benefici derivanti dall'adozione del cloud computing.
Mito n. 6: Il Cloud Computing richiede un maggiore supporto IT
La fase iniziale di migrazione verso il cloud potrebbe richiedere un impegno supplementare da parte del personale IT. Tuttavia, la necessità di supporto IT probabilmente non cambierà molto. Di conseguenza, ciò che potrebbe variare è la direzione verso cui tali sforzi di supporto vengono indirizzati.
Mito n. 7: I costi e le sfide della migrazione al cloud superano i benefici
Si tende a credere che, oltre ai falsi miti sugli elevati costi della migrazione al cloud, vi siano anche sfide significative ad essa associate. Si ritiene che tali sfide superino i vantaggi derivanti dall'utilizzo del cloud. Tuttavia, molti fornitori consentono un processo di trasformazione relativamente agevole. Di conseguenza, vale la pena dedicare del tempo a comprendere gli straordinari benefici del cloud computing. È fondamentale disporre di una strategia di migrazione al cloud, per sapere da dove iniziare e rendere questo processo il più semplice possibile.
Mito n. 8: Maggior rischio di tempi di inattività (downtime) nell'uso del cloud computing
Alcuni credono che, essendoci nel cloud un unico sistema centralizzato per il controllo dei dati, la probabilità di subire tempi di inattività sia notevolmente più alta. Ciononostante, il cloud si basa su un'infrastruttura di scala straordinaria, che garantisce un livello molto elevato di ridondanza. Se un sistema dovesse guastarsi, un altro interverrebbe a subentrare, riducendo al minimo i tempi di inattività. Inoltre, questo livello di ridondanza viene offerto a costi decisamente inferiori.
Mito n. 9: È difficile apportare modifiche all'infrastruttura cloud
Apportare modifiche a una rete convenzionale coinvolge tipicamente il team IT, il quale deve recarsi presso ogni singola postazione di lavoro ed eseguire tali modifiche manualmente. Si tratta, dunque, di un metodo che può richiedere ore, giorni o addirittura settimane, a seconda delle dimensioni dell'azienda. Quando si opera tramite cloud computing, l'installazione delle applicazioni e i relativi aggiornamenti possono essere eseguiti direttamente nel cloud. Ciò consente, inoltre, transizioni rapide e fluide verso tutte le postazioni di lavoro collegate, sfruttando la rete internet.
Mito n. 10: Bisogna gestire l'infrastruttura cloud in totale autonomia
Sebbene gran parte della decisione dipenda da come i servizi basati su cloud si adattino al budget e ai requisiti specifici dell'azienda, la comunicazione e la collaborazione con il fornitore possono rivelarsi fondamentali per la progettazione e l'implementazione dei servizi cloud.
Conclusione
Ogni settore industriale ha i propri requisiti specifici e non tutti potranno essere pienamente soddisfatti dal cloud. Gli esperti che promuovono servizi basati su cloud (sia in modalità ibrida che "on-premise") hanno il compito di evidenziare con chiarezza i risultati concreti offerti dalle loro soluzioni. Il cloud si presta in modo particolarmente efficace a questo approccio, soprattutto se si considerano la complessità e il potenziale caos spesso associati alla gestione di servizi aziendali critici.
Ci sarà sempre chi, per inerzia o diffidenza, non si fiderà di affidare la sicurezza dei propri dati a terzi, o chi temerà che l'avvento del cloud renda obsolete le competenze professionali attualmente possedute. Tuttavia, una volta superati l'iniziale clamore mediatico e i pregiudizi, sarà possibile valutare con lucidità quale tipologia di servizio cloud risulti più idonea alle esigenze specifiche dell'azienda. Inoltre, è possibile stabilire quale azienda offrirà il miglior servizio.




