In qualità di professionista del settore IT, ti sarà sicuramente capitato di imbatterti spesso in due termini.
Gli hypervisor e i Docker sono attualmente due dei software più utilizzati nel settore. Ciò è dovuto al notevole incremento nell'uso di macchine virtuali e applicazioni.
Gli hypervisor e Docker non sono la stessa cosa, né possono essere utilizzati in modo interscambiabile. Spesso si tende a confondere i due strumenti a causa delle loro applicazioni nell'ambito della virtualizzazione.
Esploriamo le differenze tra hypervisor e Docker, per aiutarti a stabilire quale dei due sia la soluzione più adatta alle tue esigenze.
Differenze tra Hypervisor e Docker
Meccanismo di funzionamento
La differenza più significativa tra gli hypervisor e Docker risiede nel modo in cui si avviano e consumano le risorse.
Gli hypervisor si suddividono in due tipologie: quelli "bare metal" operano direttamente sull'hardware, mentre gli hypervisor di tipo 2 funzionano al di sopra del sistema operativo.
Docker, d'altra parte, opera direttamente sul kernel dell'host. Di conseguenza, non consente all'utente di creare istanze multiple di sistemi operativi.
Crea invece dei container che fungono da ambienti applicativi virtuali su cui l'utente può lavorare.
Numero di istanze applicative supportate
Un hypervisor consente agli utenti di generare molteplici istanze di sistemi operativi completi.
Docker è in grado di eseguire diverse applicazioni o molteplici istanze di una singola applicazione; a tal fine, si avvale dei container.
Requisiti di memoria
Gli hypervisor permettono agli utenti di eseguire più istanze di sistemi operativi completi. Ciò li rende particolarmente esigenti in termini di risorse.
Essi richiedono risorse dedicate per ogni singola istanza, attingendo all'hardware condiviso che l'hypervisor alloca in fase di avvio.
Docker, al contrario, non presenta tali requisiti: è possibile creare un numero di container pari alle effettive necessità.
In base ai requisiti dell'applicazione e alla disponibilità di potenza di calcolo, Docker provvede a fornire le risorse necessarie ai container.
Tempi di avvio
Poiché i container Docker non richiedono allocazioni di risorse così ingenti per la loro creazione, possono essere generati rapidamente, consentendo un avvio immediato.
Uno dei motivi principali per cui l'uso di Docker e dei container sta guadagnando terreno è la loro capacità di entrare in funzione in pochi secondi.
Un hypervisor può impiegare fino a un minuto per avviare il sistema operativo (OS) e renderlo pienamente operativo.
Docker, al contrario, è in grado di creare container in pochi secondi, permettendo agli utenti di iniziare a lavorare in tempi brevissimi.
Struttura Architettonica
Considerando l'architettura sia dell'hypervisor che di Docker, notiamo che il motore Docker si posiziona direttamente al di sopra del sistema operativo host.
Esso crea esclusivamente istanze dell'applicazione e delle relative librerie.
L'hypervisor, invece, prevede la presenza del sistema operativo host, a cui si aggiunge ulteriormente il sistema operativo guest. Ciò crea due distinti livelli di sistema operativo che operano sull'hardware sottostante.
Se si desidera eseguire un programma portabile e avviarne più istanze contemporaneamente, i container rappresentano la soluzione ideale. Di conseguenza, l'utilizzo di Docker può offrire vantaggi significativi.
Docker favorisce l'adozione di metodologie di lavoro agili. All'interno di ciascun container, è possibile sviluppare e testare diverse sezioni del programma in modo indipendente.
Infine, tutti i container possono essere integrati per formare un unico programma completo. Gli hypervisor non offrono questo tipo di funzionalità.
Sicurezza
Gli hypervisor risultano decisamente più sicuri, in quanto il livello aggiuntivo presente nella loro architettura contribuisce a salvaguardare i dati.
Una delle principali differenze tra le due soluzioni risiede nella capacità di eseguire sistemi operativi — o, viceversa, di operare al di sopra di essi.
Supporto del sistema operativo
Gli hypervisor sono indipendenti dal sistema operativo: possono essere eseguiti su Windows, Mac e Linux.
I Docker, d'altra parte, sono limitati esclusivamente a Linux. Ciò, tuttavia, non costituisce un deterrente per i Docker, dato che Linux rappresenta un ecosistema solido. Molti dei principali attori del settore stanno entrando nella mischia dei Docker.
Conclusione
È vero che Docker e hypervisor sono profondamente diversi, anche se a un occhio inesperto potrebbero sembrare simili.
Entrambi si rivolgono a segmenti diversi del mondo IT, a seconda delle applicazioni.
La scelta della soluzione più adatta spetta all'organizzazione, in base alle proprie esigenze.
Docker consente di eseguire più istanze della stessa applicazione, mentre gli hypervisor, con le macchine virtuali, permettono di eseguire più istanze di diverse applicazioni.
La possibilità di eseguire un intero sistema operativo risulta particolarmente utile. Spesso, le organizzazioni optano per entrambe le soluzioni, sfruttando i vantaggi di hypervisor e Docker per ottenere il massimo livello di produttività possibile.




