Una panoramica delle vulnerabilità degli hypervisor

Vulnerabilità degli hypervisor

Oggigiorno, molte organizzazioni stanno optando per spazi di lavoro basati sul cloud. Questa scelta offre loro una flessibilità e vantaggi economici che, altrimenti, non avrebbero potuto ottenere.

Inoltre, anche i dipendenti preferiscono questa modalità organizzativa. Essa consente loro di lavorare senza doversi preoccupare di problemi di sistema o dell'indisponibilità del software. Per di più, possono svolgere le proprie mansioni da qualsiasi luogo dotato di una connessione internet.

Tutto ciò ha determinato un incremento nell'utilizzo delle macchine virtuali (VM) e, di conseguenza, degli hypervisor.

Gli hypervisor sono applicazioni software che facilitano l'allocazione di risorse — quali potenza di calcolo, RAM, spazio di archiviazione e altro ancora — per le macchine virtuali.

Gli amministratori di sistema sono in grado di gestire efficacemente più VM proprio grazie agli hypervisor. L'aspetto più vantaggioso degli hypervisor risiede nelle funzionalità di sicurezza aggiuntive che offrono; ciò permette alle organizzazioni di utilizzarli senza nutrire preoccupazioni in merito alla protezione dei dati.

Tuttavia, nonostante tutte le precauzioni adottate, gli hypervisor presentano comunque una serie di vulnerabilità che gli aggressori tendono a sfruttare.

Di seguito sono elencate alcune delle vulnerabilità degli hypervisor considerate a più alto rischio.

Elenco delle vulnerabilità degli hypervisor

  • Denial of Service
  • Esecuzione di codice
  • Esecuzione di servizi non necessari
  • Corruzione della memoria
  • Hypervisor non aggiornato

Denial of Service

Quando un server o una rete riceve una richiesta per la creazione o l'utilizzo di una macchina virtuale, tale richiesta viene sottoposta ad approvazione.

Si consideri ora il caso in cui un malintenzionato inondi il sistema con un numero incalcolabile di richieste.

Nel tentativo di respingere tutte queste richieste, un utente legittimo potrebbe vedersi negare l'autorizzazione, rimanendo di fatto impossibilitato ad accedere al sistema.

Molti aggressori sfruttano questa vulnerabilità per sovraccaricare gli hypervisor, causando disservizi e ritardi. Si tratta del cosiddetto attacco "Denial of Service" (o attacco di negazione del servizio), una minaccia a cui gli hypervisor risultano particolarmente esposti.

Esecuzione di codice

Quando si utilizzano le macchine virtuali (VM), gli utenti caricano specifici file che devono essere archiviati sul server.

Talvolta, gli aggressori riescono a caricare file dotati di estensioni malevole, le quali possono passare inosservate agli occhi dell'amministratore di sistema.

Non appena tali file raggiungono il server, ne viene avviata automaticamente l'esecuzione. In tal modo, gli aggressori riescono a ottenere l'accesso al sistema.

Gli hypervisor non sono in grado di monitorare l'intero processo e, di conseguenza, risultano vulnerabili a questo genere di attacchi.

Esecuzione di servizi non necessari

Spesso, quando si installa un nuovo sistema operativo, molti servizi non necessari vengono eseguiti in background.

L'amministratore di sistema deve esaminare a fondo le impostazioni e assicurarsi che siano in esecuzione solo quelli essenziali.

Questi servizi non solo consumano risorse di calcolo, ma rendono anche gli hypervisor vulnerabili agli attacchi.

Gli aggressori sfruttano queste vulnerabilità per accedere al sistema e condurre attacchi al server.

Corruzione della memoria

Piccoli errori nel codice possono talvolta causare problemi più gravi. Se un aggressore si imbatte in errori, può eseguire attacchi per corrompere la memoria.

Questi attacchi possono includere corruzione dell'heap, overflow del buffer, ecc.

Quando si verifica un attacco di corruzione della memoria, il programma si arresta in modo anomalo.

Questo può avere conseguenze a breve o lungo termine per l'azienda, soprattutto se si tratta di un programma aziendale vitale.

Hypervisor non aggiornato

Un hypervisor viene sviluppato tenendo conto dei più recenti rischi per la sicurezza.

Gli sviluppatori monitorano costantemente i nuovi metodi utilizzati dagli hacker per sferrare attacchi.

Una volta individuata una vulnerabilità, gli sviluppatori rilasciano una patch per sigillare il metodo e rendere nuovamente sicuro l'hypervisor.

Tuttavia, se l'hypervisor non viene aggiornato tempestivamente, rimane vulnerabile agli attacchi.

Conclusione

Gli hypervisor sono effettivamente molto sicuri, ma le vulnerabilità menzionate li rendono un po' rischiosi e inclini agli attacchi.

Sebbene gli sviluppatori siano sempre al lavoro per correggere qualsiasi rischio diagnosticato, anche gli aggressori sono alla ricerca di nuove vulnerabilità da sfruttare.

Nel complesso, è meglio tenersi aggiornati sulle vulnerabilità degli hypervisor in modo da facilitare la diagnosi in caso di problemi.

Inoltre, è possibile adottare le dovute precauzioni per garantire che un evento del genere non si verifichi mai o per mitigarne l'impatto fin dall'inizio.