I 6 principali tipi di sito di Disaster Recovery spiegati

Siti di Disaster Recovery

Viviamo attualmente in un mondo in cui un disastro può colpire in qualsiasi momento. Nessuno si aspettava che così tanti eventi catastrofici si verificassero simultaneamente. Scenari quali la recente pandemia, i terremoti e gli incendi boschivi hanno spinto molte aziende a dotarsi di un piano di disaster recovery. Per le imprese che operano con beni fisici, l'allestimento di siti di ripristino può rivelarsi un'impresa ardua; tuttavia, per le aziende che gestiscono prevalentemente dati, la predisposizione di siti di disaster recovery risulta fattibile.

Che cos'è un sito di Disaster Recovery?

Un sito di disaster recovery è, essenzialmente, un piano di riserva. È un luogo verso il quale le aziende possono trasferire la propria base operativa in caso di disastro, sia esso di origine naturale o causato dall'uomo.

Il sito di disaster recovery può consistere in un ufficio fisico, presso il quale i dipendenti possono trasferirsi per continuare a svolgere le proprie attività lavorative.

Può trattarsi anche di un server remoto adibito alla memorizzazione dei dati aziendali. In tal caso, l'azienda può passare all'utilizzo di questi nuovi server per accedere ai dati e archiviarli, qualora la sede principale dovesse risultare compromessa.

L'importanza di un sito di Disaster Recovery

Le aziende devono essere sempre operative e pronte a servire i propri clienti. Qualsiasi interruzione delle attività incide sull'azienda in molteplici modi. Tali interruzioni possono includere, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:

  • Perdita di ricavi,
  • Interruzione nell'erogazione dei servizi,
  • Distruzione di beni aziendali o perdita di proprietà intellettuale,
  • Danneggiamento della reputazione aziendale dovuto alla perdita di credibilità agli occhi dei clienti.

Per evitare tali circostanze, le aziende possono pianificare e optare per l'utilizzo di siti di disaster recovery. Vi sono specifici parametri da prendere in considerazione durante la pianificazione di un piano di disaster recovery; tra questi figurano i seguenti:

Il sito di disaster recovery deve essere ubicato in una posizione diversa rispetto alla sede principale. Deve inoltre essere collegato a una rete elettrica distinta. Ciò garantisce che il sito di ripristino non venga compromesso dagli stessi problemi che hanno colpito la sede principale.

Il sito deve essere in grado di stabilire una connessione rapida, nel minor tempo possibile. Ciò è essenziale per assicurare la continuità operativa e ridurre al minimo le perdite e i tempi di inattività (downtime).

È necessario stabilire le priorità relative alle operazioni aziendali da includere nel backup, affinché tali funzioni siano le prime a essere ripristinate e rese operative in caso di disastro.

Sulla base dei punti sopra elencati, è necessario definire il budget destinato all'organizzazione. I siti di disaster recovery comportano costi elevati; pertanto, le aziende devono pianificare e stanziare le risorse finanziarie in modo adeguato, in funzione delle proprie specifiche esigenze.

Grazie alla presenza di un sito di disaster recovery, le aziende possono ridurre al minimo i tempi di inattività e continuare a erogare i propri servizi ai clienti. È per questo motivo che, nel contesto attuale, disporre di un sito di disaster recovery è diventato un imperativo per le imprese. In assenza di tale presidio, infatti, la feroce concorrenza rischierebbe di compromettere la sostenibilità stessa dell'azienda.

Tipologie di siti di Disaster Recovery

Esistono diverse tipologie di siti di Disaster Recovery, basate su specifici criteri. Tali criteri includono la tipologia di ubicazione del sito di ripristino e la tipologia di fruibilità.

Tipologie di siti di Disaster Recovery in base alla posizione

In base alla posizione, i siti di Disaster Recovery sono i seguenti:

Sito Interno

Alcune organizzazioni preferiscono realizzare e gestire autonomamente i propri siti di disaster recovery. Di conseguenza, non vi è alcuna terza parte coinvolta nelle operazioni e nella manutenzione del sito di ripristino. Tali strutture sono note come "siti interni".

Sebbene comportino costi elevati per le aziende, alcune imprese che dispongono del capitale necessario prediligono questa soluzione. Ciò garantisce loro il pieno controllo sull'accesso e sull'usabilità delle risorse, contribuendo al contempo a salvaguardare i dati da eventuali attacchi.

Sito Esterno

Il sito esterno rappresenta l'opzione preferita da molti, se non altro per la sua semplicità d'uso e di gestione. L'intera struttura operativa è di proprietà e gestita da una società terza.

Tale fornitore mette a disposizione esclusivamente una parte dell'infrastruttura, destinata all'azienda che intende acquistare spazio per le proprie attività di disaster recovery.

Questa soluzione garantisce flessibilità, consentendo all'azienda di aumentare o ridurre le risorse dedicate al disaster recovery in base alle proprie esigenze.

Sito Mobile

I siti mobili non hanno ancora raggiunto una grande popolarità, ma stanno gradualmente prendendo piede. Si basano principalmente su un'unità mobile — il più delle volte un rimorchio — che ospita le risorse necessarie per l'archiviazione dei dati. Tale unità può essere collegata a qualsiasi fonte di alimentazione per consentire l'accesso alle informazioni.

Alcune aziende prediligono i siti mobili qualora desiderino poter accedere fisicamente alla sede del disaster recovery e avere la possibilità di trasferirla in qualsiasi momento.

Tipologie di siti di Disaster Recovery basate sull'usabilità

Oltre alla posizione, esistono tipologie di siti di Disaster Recovery basate sull'usabilità. Esse sono:

Hot Site

L'Hot Site è la soluzione preferita, nella maggior parte dei casi, dalle aziende che dipendono fortemente dai propri dati, considerati il ​​fondamento delle loro attività operative. Tali aziende non possono permettersi di perdere alcun dato e qualsiasi interruzione nell'accesso agli stessi può rivelarsi critica per il business.

Gli Hot Site sono strutture in cui l'intero ambiente operativo è già attivo e funzionante. Si tratta semplicemente di connettersi ai server presenti in loco per ripristinare l'operatività online.

I server ospitati in tali siti operano in parallelo rispetto ai server principali; i dati in essi contenuti vengono sottoposti a backup continuo tramite la metodologia del "hot backup".

L'effettiva perdita di dati e il ritardo nel ripristino possono limitarsi a un massimo di 15 minuti, un intervallo che molte organizzazioni ritengono accettabile. La gestione di un Hot Site equivale quasi a far funzionare due sistemi contemporaneamente, comportando di conseguenza un aumento sostanziale dei costi aziendali.

Cold Site

Un Cold Site è una struttura a disposizione delle aziende, ma non è completamente allestita. È pronta e mantenuta disponibile, ma in uno stato "dormiente".

In questa sede non viene effettuata alcuna attività di backup; le strutture consistono prevalentemente in sistemi che necessitano semplicemente di essere accesi per diventare operativi. Anche la connettività di rete è ridotta al minimo indispensabile.

Le aziende prediligono i Cold Site quando non svolgono operazioni ad alta intensità di dati e possono permettersi il lusso di tollerare eventuali ritardi. I Cold Site sono scelti anche dalle aziende che mirano a contenere i costi.

Warm Site

Un Warm Site rappresenta un punto di equilibrio tra il Cold Site e l'Hot Site. In questo caso, l'infrastruttura è presente e operativa, sebbene in modo intermittente.

Il backup dei dati viene eseguito a intervalli prestabiliti, che possono variare da pochi giorni a diverse settimane. La struttura è inoltre pronta e disponibile qualora si rendesse necessario effettuare un backup d'emergenza nell'imminenza di un evento catastrofico.

I Warm Site dispongono di risorse limitate, al fine di mantenere bassi i costi. Anche la connettività di rete è limitata: pur essendo sufficiente a supportare le operazioni, essa garantisce un livello di servizio circoscritto entro determinati limiti. In termini di costi, i Warm Site si collocano in una fascia intermedia tra quella dei Cold Site e quella degli Hot Site.

Conclusione

Nell'attuale era delle transazioni digitali e delle operazioni aziendali basate sui dati, la salvaguardia dei dati sta diventando un imperativo per le organizzazioni di tutto il mondo.

I siti di disaster recovery rappresentano solo uno dei modi in cui le imprese possono garantire che i propri dati siano al sicuro e facilmente accessibili, a tutela della continuità operativa.

Se la vostra azienda è alla ricerca di siti di disaster recovery, le informazioni precedentemente illustrate vi saranno utili per prendere una decisione consapevole. Tali informazioni vi aiuteranno a individuare il sito di disaster recovery più adatto alle esigenze della vostra organizzazione.